S. Damiano Nel 1174 un ricco tuderte di ritorno da un viaggio in Palestina come ringraziamento per una guarigione ottenuta fece costruire una chiesa dedicata a S. Damiano. Da qui il nome del castello. La chiesa è ancora dedicata a questo Santo, ma nel corso dei secoli è stata modificata tanto da non conservare più nulla dell’aspetto originario. Molto bella è la porta medioevale di accesso al paese con lo stemma di Todi.
Duesanti I due santi Antonio e Antonino, martirizzati durante le invasioni dei longobardi, hanno dato il nome a questo paese. Nel Medio Evo le mura erano fortificate da ben 5 torrioni, oggi adibiti ad abitazione privata, e per la sua posizione difensiva il castello fu a lungo conteso fra i guelfi capeggiati degli Atti ed i ghibellini dai Chiaravalle. Nel 1322 vi fu costruito un ospedale dedicato a S. Pietro. Nell’attuale chiesa parrocchiale si può ammirare una bella tela ad olio della “Madonna dell’Assunta” opera del pittore tuderte Eliseo Fattorini (1830 - 1887). FESTA DEL PAESE: Metà di Luglio
Petroro Nel XV sec. divenne castello e vi si rifugiarono i ghibellini cacciati da Todi. In seguito a questo fatto furono intrapresi molti tentativi per distruggerlo, ma riuscì nell’intento solo Papa Alessandro VI nel 1500. Le costruzioni attuali conservano numerosi resti della struttura urbanistica originaria. Nella chiesa parrocchiale il pittore tuderte Eliseo Fattorini ha affrescato “La Vergine ed il Bambino” (1855), copia di quella del Pinturicchio. Sulla strada Duesanti - Petroro si trova la chiesa romanica di S. Martino.
Loreto Il nome trae la propria origine forse dai boschi di alloro (laurus) che vi si trovavano. La posizione del castello ne faceva un prezioso avamposto di guardia, tanto che doveva essere costantemente protetto da sentinelle. La chiesa romanica di S. Lorenzo ha un bel campanile a vela ed è menzionata fin dal 1171. Nei dintorni sono stati trovati due bronzetti votivi del III e II sec. A. C.
Lorgnano Sul luogo dove sorse il castello si veneravano gli dei Larj. Fu a lungo conteso fra i guelfi ed i ghibellini, e subì perciò molti danni.
Frontignano Era un castello molto ben fortificato del Comune di Todi, come testimoniano le robuste mura e la torre quadrangolare del XIII sec. Davanti all’attuale chiesa parrocchiale, dedicata a S. Maria, si trova una pietra rettangolare che costituiva l’antica mensa del primitivo altare ed i cui lati sono decorati con un iscrizione in caratteri gotici.
Pantalla L’origine del nome potrebbe risalire al tempio dedicato al dio Pan, oppure potrebbe far riferimento a “pantanula”, cioè luogo fangoso e paludoso a causa delle frequenti inondazioni del vicino Tevere. La tradizione vuole che qui predicò il Vangelo S. Amanzio che incendiò il tempio pagano ed il vicino bosco. Nel 1313 il luogo fu occupato dai perugini e nel 1362 fu costruito l’attuale castello con il patto che nessuno degli abitanti vendesse i propri beni ai tuderti. Nel 1503 però la fortezza, dopo un lungo assedio, fu espugnata da Biasino degli Atti che fece impiccare molte persone. L’antica chiesa, dedicata a S. Giovanni, venne distrutta nel XVIII sec. e con i suoi resti fu eretta la cappella di S. Amanzio.
Ripaioli Il paese prenderebbe il proprio nome dalla “Ripa Julii” della Gens Julia, che qui fondò il castello. Quando Augusto, dopo l’assedio di Perugia, assegnò ai legionari i territori occupati, in questa località si insediarono i primi coloni romani. A testimonianza di ciò, sono stati ritrovati molti reperti dell’epoca, fra cui una statuetta di marmo oggi posta a metà del muraglione sotto la piazza. Dalle cronache tudertine si vede come nel 1300 a Ripaioli ci fosse anche un ospedale dedicato a S. Antonio.
Cacciano Era villa della Gens Fabia di Roma e nel 1347 divenne castello. Nel 1472 servì da rifugio ai guelfi tuderti inseguiti dai ghibellini e ne presero possesso i Baglioni di Perugia, scacciati poi nel 1503. Vicino al paese si trovano i resti dell’antica chiesa di S. Andrea, in cui è ancora conservata l’immagine della Vergine.
Ilci Originariamente si chiamava Elci per i tanti alberi di questa pianta che la ornavano e forse in epoca romana vi si ergeva un tempio dedicato a dio Fauno. Fu un antico e ben fortificato insediamento romano, a lungo contesa fra Todi e Perugia nel XIII secolo. Ancora oggi i resti delle vecchie costruzioni sono ben conservati. L’antica chiesa parrocchiale, dedicata a S. Giovanni, è citata sin dal XIV sec. ed era beneficio della famiglia tuderte dei Trentaquattro; in seguito fu ceduta ai monaci di S. Pietro di Perugia e nel XVIII sec. fu definitivamente abbandonata. Ulteriori informazioni.