Regione Umbria

Terrazza delle Lucrezie

Ultima modifica 1 dicembre 2018

Il monastero delle Lucrezie, chiamato anche di San Giovanni, è legato alle vicende del Terzo Ordine Francescano femminile: sebbene la presenza a Todi di questo ordine fosse attestata già dal 1288, le terziarie riuscirono ad avere una sede stabile solo nel XV secolo, allorquando la nobildonna romana madonna Lucrezia della Genga, si stabilì con dodici consorelle a Todi, in un suo stabile sito nel rione Nidola a ridosso delle mura della città, non lontano dalla Porta Orvietana. Alla sua morte, nel 1425, ella lasciò in eredità alle terziarie l’immobile, che a seguito di successive donazioni venne progressivamente ampliato e visse un periodo di prosperità sin quando, soprattutto a causa delle rovinose frane che hanno da sempre interessato quella zona del colle tuderte, una serie di successivi cedimenti costrinsero nel XIX secolo le francescane ad abbandonare la struttura divenuta pericolante.
Entrato a far parte dal 1862 del patrimonio comunale, l’immobile, dopo una serie di lavori di ristrutturazione e migliorie, venne affidato all’inizio del Novecento all’Accademia dei Convivanti, la quale adattò il salone inferiore a teatrino prima, e, nel dopoguerra a cinematografo. Negli altri locali, che vennero ceduti in affitto, vi ha trova sede sino a qualche decennio fa una bottega di ars lignaminis.
I recenti restauri cui è stato sottoposto l’intero complesso hanno permesso di recuperare la struttura teatrale del “Nido dell’Aquila” e la chiesa di San Giovanni Battista, la cui abside era in origine decorata da un interessante ciclo di affreschi, riemersi dopo lunghi anni di oblio, raffiguranti storie del Battista e della Vergine, santi francescani e le Virtù teologali. L’opera, datata alla metà del XVII secolo, è stata attribuita ad un ignoto tardo manierista vicino allo stile di Pietro Paolo Sensini da un lato e di Andrea Polinori e Bartolomeo Barbiani dall’altro. All'interno della chiesa è stato allestito il Museo Lapidario della Città.
Dalla terrazza superiore del complesso è possibile ammirare il suggestivo panorama che si allarga dalla valle del Tevere verso Orvieto.